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FANTASY CITY NEWS

Letteratura Fantasy

UNICORNO

by on apr.15, 2011, under Letteratura Fantasy

UNICORNO

L’unicorno o liocorno (talvolta leocorno)è un animale immaginario dal corpo di cavallo con un singolo corno in mezzo alla fronte. Il nome deriva dal latino unicornis a sua volta dal prefissouni - e dal sostantivo cornu, “un solo corno”.

Il liocorno è tipicamente raffigurato come un cavallo bianco dotato di attributi magici, con un unico lungo corno avvolto a torciglione sulla fronte. Molte descrizioni attribuiscono all’unicorno anche una barbetta caprina, una coda da leone, zoccoli divisi ed ali di uccello.Una primissima rappresentazione può riconoscersi in un animale rappresentato nelle Grotte di Lascaux (Francia, Paleolitico superiore), dotato di un corno lunghissimo sulla testa e pelame sotto il muso e disegnato insieme ad altri animali.

Simbolo di saggezza, nell’immaginario cristiano poteva essere ammansito solo da una vergine, simbolo della purezza. Si credeva che se il corno fosse stato rimosso, l’animale sarebbe morto.

Nella tradizione medievale, il corno a spirale è detto alicorno, e gli veniva attribuita la capacità di neutralizzare i veleni. Questa virtù venne desunta dai resoconti di Ctesia sull’unicorno in India, dove sarebbe stato usato dai governanti del luogo per fabbricare coppe in grado di rendere innocui i veleni.

L’unicorno o liocorno è anche una figura immaginaria raffigurata secondo la tradizione, ma con gli zoccoli biforcati dei cervidi e del bue (come nell’illustrazione sopra), la coda del leone ed una barba di capra sotto la gola. Frequente soprattutto tra gli ornamenti esteriori dello scudo.

Il liocorno simboleggia forza e generosa vittoria.

L’unicorno è uno degli emblemi della Scozia e, in quanto tale, compare come supporto negli stemmi del Regno Unito e della Nuova Scozia in Canada.

ALCUNI STEMMI CON UNICORNI.

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LA FENICE

by on apr.15, 2011, under Letteratura Fantasy

LA FENICE

La fenice, spesso nota anche con l’epiteto di Araba fenice, era un uccello mitologico noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. Gli antichi egizi furono i primi a parlare del Bennu, che poi nelle leggende greche divenne la fenice. Uccello sacro favoloso, aveva l’aspetto di un’aquila reale e il piumaggio dal colore splendido, il collo color d’oro, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee, ali in parte d’oro e in parte di porpora, un lungo becco affusolato, lunghe zampe, due lunghe piume — una rosa ed una azzurra — che le scivolano morbidamente giù dal capo (o erette sulla sommità del capo) e tre lunghe piume che pendono dalla coda piumata — una rosea, una azzurra e una color rosso-fuoco —. In Egitto era solitamente raffigurata con la corona Atef o con l’emblema del disco solare.

Molti storici si domandano se sia esistita la fenice, facendo riferimento alle opere dei poeti romani, considerandola nulla di più di un prodotto della fantasia dei seguaci del Dio-Sole. Alcuni, tuttavia, credono che il mito possa essere basato sull’esistenza di un vero uccello che viveva nella regione allora governata dagli Assiri.

Gli antichi la identificavano col fagiano dorato, tanto che un imperatore romano si vantò di averne catturato uno.

Il volatile più idoneo a rappresentarla è la Garzetta: uccello simile all’airone, di cui numerosi esemplari vennero sterminati solo poiché i loro ciuffi costituivano le “aigrettes” usate per confezionare i pennacchi coi quali si adornavano le dive.

Nella cultura induista e buddista, la Fenice si chiama Garuda.

In Giappone la Fenice figura col nome di Ho-ho o Karura (storpiatura del nome sanscrito Garuda): è un’enorme aquila sputa fuoco dalle piume dorate e gemme magiche che ne coronano la testa, ed annuncia l’arrivo di una nuova era.

Nelle leggende ebraiche, la Fenice viene chiamata Milcham. Dopo che Eva mangiò il frutto proibito, divenne gelosa dell’immortalità e della purezza delle altre creature del Giardino dell’Eden — così convinse tutti gli animali a mangiare a loro volta il frutto proibito, affinché seguissero la sua stessa sorte. Tutti gli animali cedettero, tranne la Fenice — che Dio ricompensò ponendola in una città fortificata dove avrebbe potuto vivere in pace per 1000 anni. Alla fine di ogni periodo di 1000 anni, l’uccello bruciava e risorgeva da un uovo che veniva trovato nelle sue ceneri.

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Gomer

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I GOBLIN

by on ago.26, 2010, under Letteratura Fantasy

Caratterizzati da una bassa statura, erano accusati di rapire durante la notte donne e bambini, sostituendo questi ultimi con i propri mostruosi figli. Talvolta compaiono sotto forme animali, il che rispecchia la loro natura bestiale. I goblin sono tentatori e usano spesso i frutti proibiti del regno delle fate per attirare le loro vittime. Vivono spesso in grotte sotterranee.I goblin sono rappresentati come piccole creature umanoidi dalla pelle marroncina, ma che può variare dall’arancio al rosso scuro, e dai lineamenti appuntiti. Spesso cavalcano mostruosi pipistrelli divertendosi a lanciare zucche marce alle povere vittime. La loro forza risiede nel numero, poiché essendo poco robusti e alquanto bassi non dispongono di grande potenza se presi singolarmente. Inizialmente i goblin erano dei semplici folletti, spiritelli maliziosi che si dilettavano nel burlarsi e nell’aggirare gli ingenui individui che vi entravano in contatto, ma con il trascorrere del tempo e l’ampliamento cognitivo ed interpretativo di questo concetto, il loro aspetto originario è stato deformato e distorto enormemente, con il risultato riscontrabile adesso.
Nel fantasy odierno i goblin rivestono un ruolo fondamentale, costituendo una delle specie più sintomatiche forse solo assieme agli elfi, gli unici che possono esservi equiparati per importanza e fama. L’aspetto del goblin di odierna concezione è abbastanza semplice e convenzionale: sono ancora umanoidi di bassa statura, prevalentemente esili e rachitici, ma altre volte anche dotati di estrema forza fisica. Il naso è camuso, o, il più delle volte, adunco e prominente; le orecchie sono appuntite, come quelle degli elfi, ma talvolta flosce e molto lunghe, mentre il cranio è complessivamente compresso e gli occhi non sono sormontati dalle sopracciglia. Il colore della pelle può invece variare dal verde, al rosso, al marrone.
Quasi tutte le fonti attendibili dipingono i goblin come esseri crudeli, barbarici e poco civilizzati, creature spesso fetide e poco apprezzate dalle altre razze che popolano lo sconfinato universo folkloristico e fantastico. Sebbene in alcuni ambiti siano considerati molto inclini alla creatività e all’ingegno, anche al livello emotivo, cedono volentieri all’impeto e alle passioni, prediligendole quindi ad un raziocinio maggiormente ponderato e alle decisioni sofferte.
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Gomer.

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IL TROLL

by on ago.13, 2010, under Letteratura Fantasy

Il troll, nella mitologia norrena, è una creatura umanoide che vive nelle foreste del nord Europa.
Trattandosi di una figura evolutasi in un contesto di tradizioni orali e grande dispersione geografica, le sue caratteristiche fisiche e comportamentali non sono codificate con precisione. Normalmente viene descritto come una creatura ruvida, irsuta e rozza, dotata di un grosso naso e di una coda dal folto pelo e con solo quattro dita per ogni mano o piede. In linea di massima, a seconda del filone folkloristico di provenienza, è possibile identificare due tipi di troll: uno di dimensioni giganti e dal comportamento maligno (simile a un orco) e uno di dimensioni umane e dal comportamento benevolo. Si racconta che i troll rubino i bambini alle famiglie mentre dormono e mettano nel letto un altro bambino, oppure un cucciolo di troll.
Alcune caratteristiche attribuite, a seconda del caso, ai troll:
* quando viene colpito dalla luce del sole diventa di pietra: dunque si muove solo di notte o nella foresta fitta.
* ha un carattere il più delle volte malvagio oppure buono ma birichino
* ha un aspetto orripilante (anche con due teste) e può diventare molto violento
* solo i bambini possono vederlo
* solitamente condivide con altri esemplari le caverne naturali presso dei corsi d’acqua che utilizza per bere
La figura del troll ha avuto ampia diffusione anche all’interno della tradizione folkloristica anglosassone, probabilmente in seguito alla prolungata presenza vichinga nelle isole Orkney e Shetland. I troll scozzesi si chiamano trow e sono bassi, invisibili e notturni.Il troll nella letteratura
Nella tradizione tolkeniana, il troll (o “Vagabondo delle Montagne”, secondo la prima traduzione in italiano) è una creatura rozza e malvagia, dedita alla distruzione dei villaggi, al furto del bestiame e alla cattura di incauti viaggiatori, che vengono poi spesso cucinati. Secondo la versione cinematografica, il troll è stupido, ma con una forza spaventosa (infatti nella Tomba di Balin un troll è al guinzaglio di un goblin di Moria).
Nella versione originale (cartacea) è un troll a guidare l’assalto alla compagnia dell’anello nella tomba di Balin. È probabile dunque che Tolkien attribuisse a questo genere di creatura anche facoltà intellettuali non banali. Il punto debole di queste creature è la luce solare; infatti se vengono colpiti dai raggi dell’astro si tramutano in pietra. I troll di Mordor invece, così come gli orchi, riescono, in virtù di un sortilegio di Sauron a marciare grazie all’oscurità innaturale prodotta da Mordor che protegge gli orchi e i Troll dai raggi del sole fino a Minas Tirith, al contrario degli Uruk hai e degli Olog Hai che essendo incrociati probabilmente con uomini, riuscivano a marciare e a correre anche alla luce del sole.
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Gomer.

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I Grifoni.

by on lug.22, 2010, under Letteratura Fantasy

Il grifone è una creatura alata con quattro zampe ed un becco.
La parte anteriore è quella di un’aquila, mentre quella posteriore appartiene ad un leone.
Talvolta viene raffigurato con una coda di serpente. Il primo testo in cui si parla di Grifoni è greco, è opera di Aristeas di Proconnesus e risale al settimo secolo AC. Alcuni racconti narrano che Alessandro Magno cercò di cavalcare una di queste bestie alate.
La più antica immagine di Grifone conosciuta proviene da un sigillo trovato in Iran.
Presso i Sumeri troviamo una creatura simile al Grifone chiamata Chumbaba, mentre
immagini di questa creatura sono presenti nelle raffigurazioni greche e del medio oriente.
Era considerato consacrato al Dio Sole, tanto che gli antichi artisti raffiguravano il carro
del Sole trainato da Grifoni e lo stesso Apollo ne cavalcava uno. Anche il carro di Nemesi era
trainato da questi fantastici animali, che tra l’altro erano considerati la personificazione della
Dea della Vendetta. Nell’antichità i Grifoni furono classificati come demoni nell’iconografia Cristiana,
si riteneva che intrappolassero le anime degli uomini.
GOMER.

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Le Arpie

by on lug.20, 2010, under Letteratura Fantasy

Le arpie ricordano un incrocio fra elfe della notte e uccelli da preda,
con lunghe artigli per piedi e larghe e colorate ali al posto delle braccia.
Originarie dei Monti Stonetalon, si sono sparse rapidamente per tutta Kalimdor,
ma non si sa con esattezza come siano nate. Non esistono arpie maschio, quindi
spesso catturano un maschio di un’altra
specie che viene tenuto in vita quanto basta per riprodursi, dopodiché di solito lo mangiano: per questo ruolo, le arpie in genere preferiscono elfi,
orchi o umani rispetto ad altre razze più piccole. In alternativa,
possono produrre uova senza l’aiuto di un maschio, da cui nasce una copia della madre.
Malvagie e predatrici per natura, le arpie sono la maledizione di tutte
le altre razze dell’area di dove si stabiliscono. Hanno razziato gli
accampamenti dei tauren da tempi immemorabili. L’unica razza che pare
abbia relazioni pacifiche con le arpie sono i coboldi, che danno loro
armi e oggetti estratti dalle miniere in cambio di informazioni e protezione.
Queste creature, che traggono spunto dalle arpie della mitologia greca, condividono
un aspetto misto di elfa della notte e di volatile. Le braccia sono fuse ad ampie ali,
e le gambe terminano con artigli affilati. Hanno anche una coda piumata, che possono usare
per attaccare. La mancanza dei piedi le rende apparentemente incapaci di rimanere erette quando
si trovano al suolo. La loro pelle è ricoperta da un fine piumaggio che tende quasi sempre verso
il bianco, ma la piume più grandi possono essere dei colori più svariati, come arancio, blu, verde,
nero o rosa.Le arpie sono convinte di discendere da delle elfe della notte che tradirono Azshara,
la potente regina degli elfi, e per punizione furono trasformate in volatili.
È altresì possibile che le arpie siano elfe della notte che prima della Guerra degli Antichi
sia siano consacrate ad Aviana, la semidea regina di tutti i volatili, così come i custodi del
bosco e le driadi erano elfi ed elfe che si sono dati a Cenarius.
La morte di Aviana avvenuta durante la guerra le avrebbe lasciate senza matriarca facendole
impazzire, e ciò potrebbe spiegare la loro attuale natura brutale.
GOMER.
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Nani

by on giu.12, 2010, under Letteratura Fantasy

I nani in alcune mitologie sono esseri simili all’uomo ma di piccola taglia. Secondo alcune tradizioni hanno poteri magici, secondo altre no. I nani sono grandi minatori, si dice che la loro birra sia la più buona del mondo, un nano ubriaco infatti diventa molto pericoloso per chi gli sta vicino (soprattutto se sta combattendo in una guerra). La stirpe dei nani si formò sotto terra, dove presero vita come vermi nella carne morta del gigante Ymir, nel suo sangue diventato acqua e nelle sue ossa diventate pietra.
In principio i Nani erano un popolo nomade che popolava un’ampia e fertile regione; 8000 anni fa quelle terre si inaridirono e si trasformarono nel Deserto di Hadarac costringendoli a migrare verso sud, verso i Monti Beor. Qui riuscirono ad addomesticare le Feldunost, le grandi capre dotate di grosse corna di quei territori e grazie a Korgan si giunse alla scoperta del Farthen Dûr che di fatto diede vita alla nazione dei nani.
GOMER.

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Gli Gnomi

by on giu.12, 2010, under Letteratura Fantasy

Il termine gnomo venne introdotto nella Magia Rinascimentale, in seguito il termine è stato utilizzato nella letteratura fantasy ed adottato per designare spiritelli legati alla terra.In Europa, gli gnomi (detti anche folletti o piccolo popolo) sono creature fatate simili a uomini minuscoli.
Gli gnomi sono piccoli e tozzi con una forza ben 7 volte superiore a quella dell’uomo. Corrono molto velocemente e i loro salti sono enormi.
Ad Asiago e in tutto l’Altopiano dei Sette Comuni da secoli vivono i sanguinelli o salvanelli, creature accomunabili agli gnomi e ai folletti che vivono tra le rocce e nelle tane ricavate alla base degli alberi. Gli gnomi sono una delle razze del gioco di ruolo Dungeons & Dragons.
Gli gnomi svolgono un ruolo importante nella serie di videogiochi Warcraft, dove sono rappresentati come leggermente più bassi dei nani e sviluppatori delle tecnologie più improbabili e distruttive.
GOMER.

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La Fata

by on giu.09, 2010, under Letteratura Fantasy


La fata è un personaggio immaginario delle fiabe raffigurato come una donna bellissima di potenza soprannaturale,in genere benevola e generosa verso gli umani.
Fata dal latino “Fatos” cioè destino perchè si diceva che le fate sapessero il destino dell’uomo. Esse risaltavano l’uomo solo dalla loro somiglianza fisica, ma apparte questo non avevano niente in comune, soprattutto i loro poteri sovrannaturali. Si diceva che le fate la notte si rifugiavano nei boschi, infatti nelle notti di luna piena quando nel cielo si vedeva quello scintillio di lucine d’orate era lo scintillio delle fate.
Le fate sono tutte di sesso femminile ed hanno le sembianze di una donna non molto alta e dalla pelle molto chiara. Ogni fata indossa un abito di un unico colore che rispecchia la sua personalità. Inoltre portano gonne lunghissime per coprire eventuali deformità (una parte del corpo bovina o caprina, come code, zoccoli ed alcune persino la testa) e cappelli molto lunghi per sembrare più alte.
Le fate vivono molto a lungo e quando arrivano alla massima età non muoiono ma si incarnano qualsiasi cosa, molto spesso in bambine o donne anziane, ma si possono incarnare anche in un animale o albero. Dopo la reincarnazione perdono parzialmente i loro poteri, molte volte sposano degli umani ma raramente ereditano poteri…Il compito delle fate è quello di vegliare sui bambini e sugli angeli, che vengono prescielti dalle fate stesse.
GOMER.

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Cosè un Elfo?

by on giu.09, 2010, under Letteratura Fantasy

L’elfo è uno spirito genio della mitologia norrena e non solo. Gli elfi sono simboli delle forze dell’aria, del fuoco, della terra e dei fenomeni atmosferici in generale. Essi sono spiriti simili agli umani, alti e magri ma forti e velocissimi, volto pulito, sereno, orecchie leggermente a punta. Sono descritti con una grande vista e un udito molto sensibile. Non hanno barba, hanno occhi che penetrano la persona fino a conoscere i pensieri, si dice che siano dotati di telepatia. Hanno voce splendida e chiara. Sono intelligenti ed armoniosi, con grande rispetto per i 4 elementi e per la natura. Talvolta alcuni possono essere capricciosi e talvolta benevoli con l’uomo che li rispetta, possono donare oggetti magici a coloro che sono puri di cuore e spirito e che desiderano aiutare. Sanno forgiare spade e metalli, fino alla conoscenza della magia. Le loro compagne, al contrario, sono esseri graziosi. In origine pare che gli elfi siano stati concepiti come anime di defunti, poi furono venerati anche come potenze che favorivano la fecondità. Di qui la distinzione, nella mitologia norrena, fra Døkkálfar, “elfi delle tenebre”, e Liósálfar, “elfi della luce”.
GOMER.

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I DRAGHI

by on giu.08, 2010, under Letteratura Fantasy

Le origini delle leggende sui draghi si disperdono nel passato.
I draghi avevano poteri sovrannaturali e seminavano panico nei piccoli villaggi.
L’apparire di un drago era come un segnale di distruzione e di morte per le persone.
I draghi erano costituiti da squame per proteggersi dagli attacchi, da ali per poter volare e la maggiorparte dei draghi sputavano fuoco.
Nelle leggende si narra che il loro sangue e la cenre delle loro ossa avevano poteri curativi sulle persone.
La maturità dei draghi avveniva dopo molti secoli e le uova dei draghi impiegavano circa un secolo per riuscire a schiudersi, e altrettanto per crescere le corna.
I draghi neri erano la reincarnazione del male (astuto), invece i draghi rossi del male dirompente (la forza). I primi draghi che si videro nel pianeta furono i draghi neri e i draghi verdi, detti anche i draghi della notte perchè attaccavono soprattutto durante la notte. Il primo drago di cui si ha notizia è Tamiat, una femmina di drago nero, che generò un esercito di draghi che popolarono il pianeta. I draghi che popolarono maggiormente l’europa furono i draghi rossi che attaccavano l’uomo anzichè il villaggio, molte città presero il nome dal drago che le aveva attaccate e sconfitte.
Invece i draghi neri non affrontavano il nemico ma attaccavano il villaggio scatenando incendi e carestie. Le leggiende risalgono al periodo medievale. L’estinzione dei draghi risale al medioevo, dove i cavalieri in cerca di gloria dedicavano la propria vita alla lotta contro i draghi.
GOMER

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cosè il fantasy?

by on giu.07, 2010, under Letteratura Fantasy

Riassumo in modo molto breve:

Nella cultura popolare, il genere fantasy è dominato dalla sua forma medievalista, soprattutto dopo il successo mondiale de Il Signore degli Anelli i libri di JRR Tolkien. Nel suo senso più ampio, comprende opere di fantasia da molti scrittori, artisti, registi e musicisti, da antichi miti e leggende di molte opere recenti abbracciato da un vasto pubblico di oggi.

Fantasy è una zona vivace di studi accademici in una serie di discipline. I lavori in questo settore varia ampiamente, dalla teoria strutturalista di Tzvetan Todorov, che sottolinea il fantastico come spazio liminale, di lavorare sulle connessioni (politici, storici, letterari) tra il medioevo e la cultura popolare.
Gomer

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